Tag Archives

Dostoevskij

PASSEROTTI

ilgrandeinquisitore By ilgrandeinquisitore1 min read133 views

Ecco perché torno a Dostoevskij e al suo discorso del Grande Inquisitore – per illuminare i confusi che voteranno ancora a destra, a sinistra e anche al centro!

“Ma il gregge si riformerà, starà in obbedienza e questo sarà per sempre. Così daremo loro una felicità dolce e umile, una felicità adatta a delle creature delicate come loro”

Il Grande Inquisitore continua su un tono ludico e divertente: “li persuaderemo, infine, a non inorgoglirsi, poiché sei tu, elevandoli, che lo hai insegnato loro; proveremo loro che sono deboli, che sono bambini pietosi, ma che la felicità puerile è la più dilettevole. Diventeranno timidi, non ci perderanno di vista e si stringeranno a noi con timore, come una tenera nidiata sotto le ali della madre”.

(Nicolas Bonnal, www.dedefensa.org)

Tre parole

ilgrandeinquisitore By ilgrandeinquisitore1 min read142 views

autorità: per dare pane agli esseri umani e proteggerli da loro stessi, per renderli schiavi ed insieme felici;

mistero: per impedire che qualcuno possa incrinare i fondamenti stessi dell’autorità,

miracolo: per dare forza indiscutibile all’autorità ed al mistero.

“… Tu hai rifiutato la prima, la seconda e la terza”

(I fratelli Karamazov, F. Dostoevskij)

Il grande parcheggiatore…

“La nostra collera li farà tremare, la timidezza li invaderà, i loro occhi diverranno lacrimosi come quelli dei bambini e delle donne; ma altrettanto facilmente, a un nostro cenno, passeranno all’allegria e al riso, alla gioia radiosa dei bambini”.
“Certo, li costringeremo a lavorare, ma nelle ore libere organizzeremo la loro vita come un gioco di bambini, con i canti, i cori e le danze innocenti.”
(I fratelli Karamazov, F. Dostoevskij)

Il muro

“… È come se questo muro di pietra significasse veramente l’appagamento, come se contenesse effettivamente in sé una parola di pace unicamente perché esso equivale al due più due fa quattro! O assurdità delle assurdità! Ora comprendere tutto, rendersi conto di tutto, di tutte le impossibilità e di tutti i muri di pietra; ora invece non accettare nessuna di queste impossibilità e di questi muri di pietra, perché ti ripugna accettarli; ora seguire la strada dei sillogismi più irrefutabili fino a giungere alle più ripugnanti conclusioni sul tema eterno che perfino nella faccenda del muro di pietra abbiamo in qualche modo la nostra parte di colpa, sebbene anche in questo caso sia assolutamente evidente che non ne abbiamo affatto, e quindi lasciarsi voluttuosamente marcire nell’inerzia, tacendo e digrignando i denti nell’impotenza, pensando che non c’è neppure qualcuno con cui prendersela, neppure un oggetto su cui sfogarsi, e che forse non lo si troverà mai; che qui sotto c’è un imbroglio, un’impostura, un trucco, che insomma c’è semplicemente del fango; che non si sa da chi o da
che dipenda, ma nonostante tutti questi misteri e questa ignoranza tu soffri lo stesso, e quanto più tutto ciò resta misterioso, tanto più soffri!

da Memorie dal sottosuolo, di F. Dostoevskij